spedizioni gratuite x ordini superiori ai 59,90€
0

BLOG

Dolore e mal di orecchio sinistro e destro: sintomi, cause e rimedi

Dolore e mal di orecchio sinistro e destro: sintomi, cause e rimedi

08 Settembre 2022

L’otalgia, comunemente conosciuta come mal d’orecchio è un dolore che può essere si localizzato in un’area ben precisa come il padiglione auricolare o il timpano oppure può essere un fastidio generale di cui è difficile capire l’origine.

Il mal d’orecchio è un fastidio molto comune nei bambini: infatti, si stima che circa l’80% dei bambini entro i 5 anni, ed in particolare tra i 6 e i 24 mesi, ha sofferto almeno una volta di otalgia.

È possibile distinguere il mal d’orecchio in:

  • mal d'orecchio primario: il dolore parte direttamente dall’orecchio;
  • mal d'orecchio secondario o riferito: il dolore non parte dall’orecchio ma è lì che si avverte il fastidio.

Il mal d’orecchio primario è il più comune ed è causato principalmente da un’infezione dell’orecchio. Il dolore secondario è, invece, provocato dalla sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare o dall’infiammazione della gola.


Qualsiasi sia la causa scatenante del mal d’orecchio, non è mai da collegare a patologie più gravi.

Per effettuare la diagnosi è necessario studiare l’anamnesi del paziente per scoprire i sintomi legati all’otalgia ed eseguire un esame obiettivo.

Può però risultare necessario procedere con esami più approfonditi, quali TAC o radiografie, in caso di ulteriori sintomi, quali:

  • perdita dell’udito;
  • vertigini;
  • fruscii nell’orecchio;
  • perdita di peso repentina.

La scelta della terapia dipende dalla causa scatenante del mal d’orecchio.

Quali sono i sintomi più comuni del mal d'orecchio?

L’otalgia può coinvolgere un solo orecchio o entrambi, può essere un fastidio continuo o intermittente e può peggiorare con la masticazione.

Spesso il mal d’orecchio può generare:

  • febbre;
  • gonfiore dell’orecchio;
  • prurito;
  • mal di gola;
  • raffreddore e starnuti;
  • perdite di sangue dall’orecchio interessato;
  • suoni ovattati;
  • vescicole all’esterno dell’orecchio;
  • rossore del padiglione auricolare.

Come curare il mal d'orecchio

Poiché il mal d’orecchio può essere generato da molteplici cause, ogni paziente ha necessità di una terapia specifica.

In generale per facilitare la diagnosi da parte del medico si può ricorrere all’automedicazione a gocce da applicare localmente e che aiutano a sciogliere il cerume.

Se l’otalgia è causata da un’infezione batterica si può avviare una terapia a base di antibiotici e analgesici, sia per via locale che per via orale. Si predilige l’uso di antibiotici quali amoxicillina e acido clavulanico.

Se, invece, si tratta di un’otite esterna maligna, c’è bisogno dell’intervento di un otorinolaringoiatra che può decidere per un ricovero in ospedale e per la somministrazione di una terapia antibiotica per via endovenosa.

Quando il mal d’orecchio non è causato da infezioni può essere necessario anche un’operazione chirurgica. Ad esempio, se è generato dalla rottura del timpano è necessario procedere con una miringoplastica per ricostruirlo.

Le cause più comuni

Come abbiamo visto il mal d’orecchio può insorgere per diverse cause che solo in rari può portare alla perdita dell’udito.

È possibile distinguere il dolore in:

  • primario: se il disturbo è localizzato nell’orecchio;
  • secondario: se il disturbo nasce in un’altra sede ma il dolore è avvertito nell’orecchio.

Il dolore primario è il più comune in adulti e bambini, mentre quello secondario è molto raro nei bambini.

In base a dove sono localizzate, il mal d’orecchio primario può essere diviso in:

  • otalgia dell’orecchio esterno;
  • otalgia dell’orecchio medio.

Le otalgie dell’orecchio esterno sono facilmente individuabili poiché interessano il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno. Queste sono le zone dell’orecchio più esposte a probabili infezioni o traumi.

Possono essere causate da:

  • otite esterna o infezione del condotto uditivo esterno, causate da batteri come Pseudomonas o Stafilococco aureo;
  • trauma all’orecchio, generato da urti violenti, che può causare ematomi;
  • tappo di cerume, che insieme al dolore può provocare una minore ricezione dei suoni;
  • tcorpi estranei nel condotto uditivo esterno;
  • herpes zoster, virus responsabile della varicella che può riattivarsi nell’orecchio esterno causando vescicole e dolore. Se si accompagna alla paralisi del nervo facciale prende il nome di sindrome di Ramsay Hunt;
  • scottature solari;
  • dermatite da contatto.

Tuttavia esistono cause meno frequenti sono:

  • cellulite auricolare;
  • pericondrite;
  • policondrite recidivante;
  • carcinoma a cellule squamose;
  • otite esterna maligna.

Quest'ultima, è una complicanza dell’otite esterna che, diffondendosi alla base cranica, può provocare un’osteomielite. È più frequente negli anziani, diabetici e negli adulti o bambini con deficit immunitari.

L’otalgia dell’orecchio medio coinvolge la cavità formata dagli ossicini martello, incudine e staffa che collega il timpano all’orecchio interno.

Le cause più comuni sono:

  • otite media o infezione dell’orecchio medio:  circa l’80% dei bambini è stato affetto da questa patologia almeno una volta. In genere è causata da batteri quali lo Streptococco pneumoniae, l’Haemophilus influenzae e la Moraxella catarrhalis;
  • barotrauma: causato da sbalzi della pressione atmosferica. In casi gravi si può verificare un’emorragia dell’orecchio medio o la rottura della membrana timpanica;
  • rottura del timpano: che può dipendere da un trauma all’orecchio, forti rumori, barotrauma o penetrazione della membrana timpanica da parte di oggetti esterni.   

Il dolore secondario all’orecchio può essere causato da diverse malattie, che pur colpendo altre aree, provoca dolore all’orecchio.

Tra queste troviamo:

  • sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • nevralgia del trigemino;
  • dolore ai denti;
  • tonsillite;
  • sinusite;
  • faringite
  • parotite;
  • rreflusso gastro-esofageo;
  • arterite temporale di Horton;
  • carcinoma dell’orofaringe.
  • Diagnosi

Spesso per stabilire la causa dell’otalgia basta studiare l’anamnesi del paziente e somministrare un esame obiettivo.

Uno strumento necessario per il medico è l’otoscopio, grazie al quale si può osservare il canale uditivo esterno e la membrana timpanica. È molto raro che ci sia bisogno di ricorrere a strumenti diagnostici per immagini.

Il medico è in grado di fornire una diagnosi grazie ai sintomi del paziente. Ad esempio, se è presente febbre si può intuire la presenza di un’infezione, mentre se il paziente avverte i suoni in maniera ovattata si può diagnosticare un tappo di cerume.


LASCIA UN COMMENTO